“DIDATTICA PER COMPETENZE, INNOVAZIONE METODOLOGICA E COMPETENZE DI BASE“ a.s. 2017-2018 – Ambito Lazio 14

DIDATTICA PER COMPETENZE, INNOVAZIONE METODOLOGICA E COMPETENZE DI BASE“

TITOLO: IL TESTO NELLA MENTE E NEL CONTESTO. UNA RIFLESSIONE PRATICA SULLE COMPETENZE CONDOTTA ATTRAVERSO IL TESTO, LE SUE FORME, I SUOI LINGUAGGI.

DURATA DEL SINGOLO MODULO: 25 ore

AMBITO DI RIFERIMENTO: N. 14 del Lazio

ANNO SCOLASTICO DI RIFERIMENTO: 2017-2018

ISTITUTI DESTINATARI: IC Colleferro

FORMATRICE: prof.ssa Valentina Felici (IC Buonarroti di Roma e Università di Roma “Tor Vergata”)

PERIODO: settembre 2018

ISCRIZIONE: attraverso la piattaforma S.O.F.I.A.

PROGRAMMA

Premesse

Divenuta centrale nella riorganizzazione dei saperi grazie alle nuove metodologie fondate (anche) su nuove tecnologie digitali, la didattica per competenze costituisce una occasione per rivisitare e conoscere da una prospettiva finalmente moderna ciò che fa da collante dell’esperienza umana: la possibilità di agire per mezzo di testi, frutto, a sua volta, della sinergia tra competenze che affondano la propria essenza nella biologia della nostra specie e insieme nei tessuti sociali e relazionali che definiscono le coordinate culturali proprie di ogni esperienza culturale.

Entità insieme una e molteplice, il testo organizza e genera senso per effetto delle trame che lo costituiscono: le medesime cui rinvia l’invito, sempre più pressante, a integrare la didattica dei contenuti e dei saperi finalmente intesi come ben più che nozioni.

Nel testo, infatti, si realizza una costruzione interattiva di quanto appreso e di quanto già noto per via formale, informale e non-formale; una costruzione nella quale sociale, collettivo e individuale determinano le forme linguistiche e insieme la semantica e il lessico dell’enunciato, che in questa prospettiva perde la sua esclusività a vantaggio di un approccio più ampio in grado di coniugare istanze cognitive, psicologiche, sociali e interpersonali dell’individuo.

Guardare a un testo così concepito, riconsiderarne la componente linguistica e smontarne la superficie, consentirà di superare le rigide corrispondenze tra competenze e singole discipline e di favorire l’integrazione delle diverse esperienze di apprendimento valorizzando al contempo inclinazioni e conoscenze extra-curriculare di chi apprende.

Muovendosi entro una definizione così ampia del testo, nella quale verbale e non verbale detengono una posizione paritetica e complementare, potrà costituire testo qualunque esperienza strutturata ed espressa da linguaggi affini e al contempo discontinui rispetto alla forma di linguaggio per eccellenza, quello verbale o lingua, che, prima inter pares, sarà oggetto di un lavoro di rinforzo condotto accostando ai metodi tradizionali dell’analisi quelli fondati sulla grammatica descrittiva e esplicativa.

Così facendo, abituando lo/la studente a riconoscere testi anche nella sostituzione di una lampadina, in un’azione di gioco o nell’apparentemente semplice azione di preparare un piatto di pasta, la competenza linguistica si rinforzerà in modo naturale grazie al lavoro su sintassi e semantica condotto nell’ambito di altri linguaggi e delle strutture nelle quali si realizzano. Solo attraverso il superamento di una dicotomia rigida e sterile tra competenze teoriche e pratiche si potrà infatti far provare all’apprendente il piacere di scoprire quanto naturalmente complessa sia l’attività che con apparente semplicità si conduce fin dal proprio ingresso nella società. Un ingresso che si misura proprio nella capacità di manifestare se stessi attraverso la narrazione, il tipo di testo più affine all’essenza di Sapiens sapiens.

Contenuti affrontati nelle ore in presenza

1) Verso un altro testo. Riflessione propedeutica al percorso di cambiamento

Il Testo. Riflettere e sperimentare un nuovo concetto di testo

  • il testo e i suoi linguaggi: oltre la lingua
  • il testo come forma agìta. oltre la scrittura, oltre l’intenzionalità
  • il testo come intero che supera la somma delle sue parti: detto, non detto, involontariamente detto
  • excursus sulle specificità del testo verbale e su quello scritto in particolare

Laboratori di didattica del e sul testo orientati su diversi indirizzi di studio.

Proposte di riscritture e traduzioni (intralinguistiche e intersemiotiche) di testi di vario ambito.

2) Il testo come somma-intreccio, legame con le competenze: esercitazione per il cambiamento

  • il metodo. Far esercitare i docenti (mettersi alla prova) nell’utilizzare modalità differenti rispetto al proprio modo (abituale) di insegnare.
  • quale didattica?
  • quali competenze?
  • il senso di una programmazione per competenze
  • le relazioni sociali come base per l’apprendimento
  • costruzione di una UdA
  • la valutazione (degli obiettivi minimi e in generale): come, per chi, per cosa (nelle singole UdA e in generale)
  • valutazione e autovalutazione (DSA-BES)
  • verso la costruzione di nuovi test(i)
  • l’apporto delle nuove tecnologie e dei nuovi ambienti formativi
  • la programmazione a ritroso a partire dai test(i) della prova autentica

Laboratori su argomenti proposti dai e dalle partecipanti condotti per mezzo dell’ausilio di nuove tecnologie

3) Comprensione e produzione del testo verbale: quale didattica efficace nel DSA (certificato o presunto)?

  • conoscenze dichiarative e conoscenze procedurali nella dislessia, nella disortografia e nella disgrafia. Cosa fare?
  • abilità nella dislessia, nella disortografia e nella disgrafia
  • estrapolare da una diagnosi di un alunno con difficoltà di apprendimento il profilo delle competenze (punti di forza e di debolezza)
  • applicare una didattica efficace (strategie abilitative, compensative e dispensative) per superare i limiti del disturbo e imparare a comprendere ed elaborare un testo scritto
  • DSA e Nuove Tecnologie
  • psicologia dei DSA (filmati e materiali)

Laboratorio di analisi di casi di studio proposti dai e dalle partecipanti

4) Testo e cervello bilingue: una riflessione all’epoca del CLIL e della società multiculturale

  • conoscenze, competenze e abilità all’epoca del CLIL
  • il plurilinguismo (e il pluriculturalismo) come condizione di naturalità
  • memoria, acquisizione e apprendimento linguistico per i saperi linguistici e per quelli non linguistici
  • la didattica del plurilinguismo nei soggetti tipici
  • la didattica del plurilinguismo nei soggetti atipici

Laboratori su contenuti proposti dai e dalle partecipanti 

Contenuti affrontati nelle ore a distanza

Il testo digitale, il testo alla prova del (cervello) digitale

La fase di lavoro on-line si avvarrà di un blog creato appositamente per il corso, che docente e corsisti popoleranno insieme e in-progress sfruttando le potenzialità del co-mentoring interdisciplinare.

Il blog, su piattaforma WordPress, ospiterà anche contributi video (caricati su un canale You Tube appositamente aperto) di pochi minuti ciascuno appositamente realizzati per rinforzare la diffusione dei principali concetti affrontati nel corso delle lezioni.

Arricchirà l’interazione a distanza un forum di discussione sul quale sarà possibile intervenire in modo collaborativo anche in modalità asincrona.

Laboratorio di sperimentazione didattica documentata e di ricerca-azione

Mirando a individuare e introdurre, in relazione all’analisi dell’esistente ed alle criticità rilevate, cambiamenti migliorativi nell’organizzazione della didattica, per la fase di ricerca-azione si porranno ai/alle partecipanti problemi da risolvere in modo cooperativo grazie alla consapevolezza acquisita nella fase in presenza.

Materiale didattico fornito e strumenti utilizzati

Materiale didattico fornito: testi multimediali di genere e ambito diverso da impiegare nelle lezioni; dispense in formato digitale sui principali contenuti affrontati contenenti anche riferimenti bibliografici per l’approfondimento delle tematiche affrontate; sitografia relativa ai principali temi affrontati.

Strumenti utilizzati: videoproiettore interattivo, oculos, tablet, pencast, monografie e riviste scientifiche e testi di divulgazione scientifica, dizionari cartacei e digitali, archivi di testi, siti internet di vario argomento, piattaforme di CMS banche dati e altri dispositivi digitali impiegati anche nella ricerca umanistica. 

Fase di restituzione

Per la fase di documentazione e di restituzione, si chiederà ai/alle corsiste di tornare ad analizzare i casi di studio proposti nella prima parte del corso e di spiegare, razionalizzando in tal modo la propria strategia di problem-solving, in che modo il sapere e le competenze acquisite/potenziate abbiano modificato la loro attitudine e approccio.

Successivamente, si chiederà loro di cimentarsi nell’impostazione, a partire da un argomento proposto in base al proprio ciclo di riferimento e ai propri interessi disciplinari, di un percorso per competenze su un argomento concordato e di illustrare quali cambiamenti abbiano ritenuto di dover introdurre rispetto al passato a seguito della frequenza del corso.

Mappatura delle competenze

Le principali fasi del processo di mappatura saranno costituite da:

  • analisi dei principali processi (pregressi, in atto o in fieri) relativi al percorso che si intende intraprendere e definizione delle relative finalità
  • individuazione degli attori dei processi e delle relative aggregazioni, qualora il percorso si sviluppi tra più classi e/o più scuole
  • individuazione delle principali attività richieste (anche in forma di UDA) dai processi e dei relativi obiettivi
  • identificazione delle competenze peculiari della classe
  • analisi delle valutazioni, diverse per ciascun tipo di attore, riferite da tutti i/le partecipanti al percorso formativo
  • individuazione dei punti di forza del percorso e delle aree di debolezza, in vista di un successivo sviluppo, in itinere e alla conclusione
  • revisione della metodologia o dei contenuti relativi al percorso, laddove opportuno
  • ideazione, pianificazione e realizzazione dei materiali di comunicazione interna ed esterna relativi all’esperienza formativa realizzata
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