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PERCHÉ IL SOLE È IMPORTANTE PER ORIENTARSI?

Fin dall’antichità l’uomo si accorse che il Sole nasce e tramonta sempre nello stesso punto e che, in un certo momento della giornata, esso raggiunge sempre la sua massima altezza sull’orizzonte.
Per questa ragione, naviganti ed esploratori iniziarono ad orientarsi seguendo il percorso del Sole.
COSA SONO I PUNTI CARDINALI?
Per orientarsi in ogni posto della superficie terrestre l’uomo ha identificato quattro punti di riferimento che si possono individuare sull’orizzonte. Ad essi ha dato il nome di punti cardinali poiché rappresentano i cardini, cioè i fondamenti dell’orientamento ovvero le direzioni fondamentali rispetto alle quali possiamo effettuare tutte le nostre osservazioni.
QUALI SONO I PUNTI CARDINALI?
I punti cardinali sono:
L’est è il punto in cui sorge il Sole. Esso è detto anche oriente o levante.
L’ovest è il punto in cui tramonta il Sole. Esso è detto anche occidente o ponente.
Il sud è il punto in cui il Sole raggiunge la massima altezza sull’orizzonte. Esso è detto anche meridione o mezzogiorno.
Il nord è il punto opposto al sud. Esso è detto anche settentrione o mezzanotte. In questa direzione vediamo splendere, di notte, la Stella Polare.
Se ci mettiamo a braccia aperte con la mano sinistra verso est e quella destra verso ovest avremo il sud di fronte a noi e il nord alle nostre spalle. Questo nel nostro emisfero, cioè nell’emisfero boreale. Mentre nell’emisfero australe il sole raggiunge la massima altezza sull’orizzonte a nord. Di conseguenza, nell’emisfero australe, se ci mettiamo a braccia aperte con la mano destra verso est e quella sinistra verso ovest avremo il nord di fronte a noi e il sud alle nostre spalle.
QUESTO SISTEMA DI ORIENTAMENTO È PRECISO?
Questo sistema di orientamento non è precisissimo perché il Sole sorge esattamente ad est e tramonta esattamente ad ovest solamente nei giorni di equinozio. Negli altri giorni il Sole nasce e tramonta in una posizione leggermente spostata rispetto all’est e all’ovest.
Le parole di una stessa famiglia hanno stretti legami di significato perché si basano sulla stessa radice. Ma esistono legami di significato anche fra parole di radici diverse. La parola nave ci richiama barca, mare, burrasca, onda, nuotare, annegare, spiaggia, scogli, sole, vacanze e così di seguito. Questa famiglia si chiama semantica.
Ora prova tu a cercare altre parole della stessa famiglia lessicale….
FENICI …GRANDI NAVIGATORI

I Fenici abitavano il territorio in cui oggi si estende il Libano e si caratterizzava come una stretta lingua di terra fra l’Asia e l’Africa , chiusa tra le montagne a est e il mar Mediterraneo a ovest. La fascia costiera è molto frastagliata: questo vuol dire che in diversi punti la montagna si getta nel mare formando isole e promontori.
Il territorio è veramente molto stretto : la distanza massima tra roccia e mare è di 50 km (come tra Milano e Novara, per esempio). Queste caratteristiche hanno influenzato molto la civiltà fenicia: infatti in un territorio di questo tipo non era possibile , per esempio, dedicarsi all’agricoltura perché mancava lo spazio per la coltivazione dei campi. D’altra parte la fortuna di questo popolo fu il mare , che permise loro di dedicarsi principalmente al commercio e di vivere per molti anni nel lusso . Negli anni del loro massimo splendore, i fenici fecero molte conquiste e – nell’area del bacino Mediterraneo – arrivarono praticamente dappertutto, anche in Italia.
Li troviamo infatti a “Panormo” (Palermo) e “Trapana” (Trapani), a Cagliari in Sardegna , a Ibiza e Gadir (Cadice) in Spagna, a Tunisi e Cartagine in Africa, a Tripoli e Beruta (Beirut) in Libano. E poi a Malta, Creta, Cipro e in molti altri luoghi.
L’economia fenicia era molto influenzata dalla posizione geografica . Il territorio su cui si trovavano era particolarmente fertile e ricco di foreste di cedri . Questa fu una caratteristica preziosa che facilitò parecchio il commercio: il vicino popolo egizio infatti non aveva legname sul proprio territorio ma aveva bisogno del legno per le sue cerimonie religiose. Inoltre i cedri permisero loro di costruire le flotte di navi utili per le loro attività commerciali: popolo di grandi navigatori, i fenici inventarono le navi “triremi” . Ancora oggi sulla bandiera del Libano spicca in primo piano un albero di cedro.
Lo storico Plinio il Vecchio attribuisce ai fenici l’invenzione del vetro : narra la leggenda che alcuni commercianti, che avevano acceso un fuoco sulla spiaggia, notarono che la sabbia si scioglieva in un fluido trasparente che, raffreddandosi, solidificava in vetro, appunto. In effetti i fenici erano abili artigiani del vetro , ne fecero gioielli e oggetti e lo commerciarono. Però pare che la scoperta di questo materiale risalga a molto tempo prima, a 1.500 anni prima della civiltà fenicia.
I fenici invece sono ricordati soprattutto per la porpora , a cui devono anche il nome ( fenicio significa rosso ). La porpora è un colorante che veniva estratto da alcuni molluschi marini, i “ murici spinosi ” (quelli che hanno la conchiglia con tante “punte” che sembrano aculei). Il murice ha una ghiandola che secerne un liquido incolore che, all’aria, diventa rosso . Una volta ottenuto il rosso, il colorante veniva diluito con acqua di mare per formare le altre gradazioni, come il violetto, per esempio. Con questo prezioso colorante venivano colorate le stoffe che poi i fenici vendevano a prezzi altissimi ai ricchi e ai nobili .
La rotta navale è un termine generico che, nella pratica della navigazione, viene impropriamente utilizzato in luogo del più appropriato termine di “traiettoria“. La rotta è in realtà l’angolo con il quale la traiettoria sia essa rappresentata da una curva o da un tratto lineare, incrocia un meridiano terrestre
Il legno
La rotta navale è un termine generico che, nella pratica della navigazione, viene impropriamente utilizzato in luogo del più appropriato termine di “traiettoria“. La rotta è in realtà l‘angolo con il quale la traiettoria sia essa rappresentata da una curva o da un tratto lineare, incrocia un meridiano terrestre.
COSA VUOL DIRE MISURARE?
Quando diciamo che misuriamo una grandezza significa che stiamo confrontando una misura campione con la grandezza da misurare per verificare quante volte essa è contenuta in tale grandezza.
Ad esempio se vogliamo misurare un pezzo di stoffa, prendiamo come misura campione una misura convenzionale .
Unità di misura convenzionali

Supponiamo di voler sapere quel è la distanza tra due pareti della nostra stanza.
Per fare ciò possiamo utilizzare varie unità di misura: ad esempio possiamo contare il numero di passi che dobbiamo fare per andare da una parete all’altra o possiamo vedere quante volte il palmo della nostra mano è contenuto tra le due pareti. o, ancora, possiamo prendere una sciarpa e vedere quante volte è contenuta in tale distanza.
Queste unità di misura le chiamiamo non convenzionali. Perché? Se due persone diverse contano il numeri dei passi che devono fare per andare da una parete all’altra, molto probabilmente ottengono risultati diversi.
Per evitare questo inconveniente è opportuno che nelle misurazioni si utilizzano delle unità di misura convenzionali, cioè delle unità di misura uguali per tutti. Ad esempio, come unità di misura di lunghezza si usa il metro.
COMPITO DI REALTA’

Partendo da una serie di disegni che noi proponiamo ai bambini, ascoltando le loro concezioni e idee, attraverso attività guidate si giunge alla concezione scientifica della rotazione della Terra, del movimento apparente del Sole.
Disegni:
sotto ogni disegno facciamo scrivere un commento/spiegazione.
Lettura del mito: l’origine del giorno e della notte- un mito nato tra i pensieri ricurvi di un bambino.
Attività:
lettura del libro ” Il viaggio di Amal” di Marco Izzo
Facciamo una frittata e vediamo tutte le cose che riusciamo a imparare… non solo in cucina!
Cominciamo con l’italiano: clicca sull’immagine e scopri dove ti porterà il percorso!
E ora passiamo alla matematica… in cucina è spesso una questione di numeri!
Non poteva mancare la parte di scienze, d’altra parte cosa meglio dell’uovo ci spiega come funziona la vita?
Ci può incuriosire conoscere qualcosa sulla nascita della frittata? Clicchiamo su storia, allora!

Dopo aver parlato della storia, non possiamo trascurare la geografia!
E se dicessimo uovo, la prima cosa che vi viene in mente potrebbe essere… uovo di Pasqua? Andiamo a vedere da dove deriva… e scopriamo quello che fanno a Pasqua i bambini inglesi con le uova:
Infine divertiamoci a usare un po’ di tecnologia per cercare su internet proverbi e modi di dire legati alle uova e alla nostra frittata… e se non riusciamo a trovare niente, proviamo a chiedere ai nonni, che sicuramente hanno tante cose da raccontarci!
Ben fatto! il percorso è completo!
Ora, mentre le maestre valutano i tuoi risultati, tu prova a creare un percorso simile… cucinando un ciambellone invece che una frittata… e ricordati che oltre a tutti gli ingredienti, devi metterci dentro anche tutte le discipline!
Buon lavoro e…

Franca Rapolla, Irene Ruggeri, Anna Mazzitelli



Non c’è modo migliore che “USARE LE MANI” per attivare la mente!
Il DONATORE DI VOCE (nonno Michele) ci legge………

GIOCHI DI RUOLO: FAMIGLIE DI PAROLE