Fra “lingua” e “parola” (Ferdinand de Saussure)

Citazioni saussuriane che compongono il puzzle della lingua:

• “[la lingua] è al tempo stesso un prodotto sociale della facoltà del linguaggio, ed insieme di convenzioni necessarie, adottate dal corpo sociale per consentire l’esercizio di questa facoltà negli individui” p. 19

• “la lingua non è completa in nessun singolo individuo, ma esiste perfettamente soltanto nella massa” p.23

• “la lingua è un sistema di segni esprimenti delle idee e, pertanto, è confrontabile con la scrittura, l’alfabeto dei sordomuti, i riti simbolici, le forme di cortesia, i segnali militari, ecc. ecc. Essa è semplicemente il più importante di tali sistemi” p.25

• “se si vuole capire la vera natura della lingua, bisogna afferrarla anzitutto in ciò che essa ha di comune con tutti gli altri sistemi del medesimo ordine” p.27

• “la lingua non può essere assimilata a un contratto puro e semplice; perché se si vuole dimostrare che la legge ammessa in una collettività è una cosa che si subisce e non una regola cui liberamente si consenta, proprio la lingua offre di ciò la prova più schiacciante” p.89

• “la lingua è un sistema di puri valori non da altro determinato che dallo stato momentaneo dei suoi termini” p.99

• “sincronia e diacronia designeranno rispettivamente uno stato di lingua e una fase di evoluzione” p.100

• “una partita a scacchi è come una realizzazione artificiale di ciò che la lingua ci presenta in scala naturale… In una partita a scacchi, una qualsiasi determinata posizione ha il singolare carattere di essere indipendente dalle precedenti; è totalmente indifferente che vi si sia arrivati per una via oppure per un’altra… Vi è soltanto un punto in cui il paragone è difettoso: il giocatore di scacchi ha l’intenzione di operare lo spostamento e di esercitare un’azione sul sistema; invece la lingua non premedita niente: i suoi pezzi si spostano, o piuttosto si modificano spontaneamente e fortuitamente” p.109

• “il ruolo caratteristico della lingua di fronte al pensiero non è creare un mezzo fisico materiale per l’espressione delle idee, ma servire da intermediario tra pensiero e suono, in condizioni tali che la loro unione sbocchi necessariamente in delimitazioni reciproche di unità” p.137

• “la lingua è, per così dire, un’algebra che riconosce soltanto termini complessi. Tra le opposizioni che comprende, ve e sono alcune più significative delle altre; ma unità e fatto di grammatica non sono che nomi differenti per designare aspetti diversi di un medesimo fatto generale: il gioco delle opposizioni linguistiche” p.147

Dalla lingua, dare forma alla parole:

“Tra tutti gli individui così collegati dal linguaggio, si stabilisce una sorta di media: tutti riprodurranno, certo non esattamente, ma approssimativamente, gli stessi segni uniti agli stessi concetti. […] L’esecuzione è sempre individuale, l’individuo non è sempre il padrone; noi la chiameremo la parole, [la quale] utilizza il codice della lingua in vista dell’espressione del proprio pensiero personale.” In sostanza, “la lingua è necessaria perché la parole sia intelligibile e produca tutti i suoi effetti; ma la parole è indispensabile perché la lingua si stabilisca; storicamente il fatto di parole precede sempre.” Inoltre, “separando la lingua dalla parole, si separa a un sol tempo: 1. ciò che è sociale da ciò che individuale; 2. ciò che è essenziale da ciò che è accessorio e più o meno accidentale.” Già, perché “la lingua esiste nella collettività sotto forma d’una somma di impronte depositate in ciascun cervello […] È dunque qualcosa che esiste in ciascun individuo pur essendo comune a tutti e collocata fuori dalla volontà dei depositari.”

Concetti utili di “parola” intesa, stavolta, nel suo senso di “unità grammaticale” e non in quello di parole saussuriana:

• “ogni definizione fatta a proposito d’una parola è vana: è un cattivo metodo partire dalle parole per definire le cose” p.24

• “la produzione fonica d’una parola, per quanto piccola, comporta un’infinità di movimenti muscolari estremamente difficili da conoscere e raffigurare” p.25

• “una parola è come una moneta: non importa se è metallo o carta, importa il valore nominale” p.378

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