La mossa del cavallo nel gioco degli scacchi : LINGUA E LINGUAGGIO AL GALOPPO.

scacchi

Leggendo il Cours de linguistique générale si può dedurre che, qualsiasi sia la visione del mondo del linguista , qualsiasi sia il secolo in cui viva e qualsiasi sia il suo ambiente circostante ( mondo culturale e sua esperienza di vita ) , la lingua e il linguaggio hanno delle regole universali che però mutano nel corso del tempo , non rimanendo mai  identiche a se stesse,  si compenetrano in un incastro inscindibile come nei composti chimici, come una strada dissestata che si rifà, ma fondamentalmente rimane sempre la stessa. Il rapporto che sussiste tra lingua e linguaggio è una vera e propria composizione dei pezzi, come nel gioco degli scacchi. Tra tutte le metafore utilizzate da De Saussure, questa, a mio parere è la più significativa e fortemente simbolica ; infatti, cosi come avviene in questo gioco, non è importante sapere l’identità delle entità linguistiche ( segni linguistici formati da significato e significante) , bensì il suo funzionamento. Prendendo in esame i vari pezzi degli scacchi, si può constatare come ad esempio Lingua e Linguaggio siano pienamente aderenti a questo tipo di gioco:
Sia lingua e linguaggio non restano mai immobili, ma procedono lentamente un passo alla volta, come fanno i pedoni; questo non è , però , sempre valido perché dipende, come accennato in precedenza, dalla visione del mondo soggettiva del linguista , quindi se per alcuni i cambiamenti avvengono in maniera graduale ma pur sempre costante, in altri la trasformazione è repentina e veloce. In questo caso lingua e linguaggio procedono come il cavallo , la regina e la torre. Il cavallo galoppa in un sistema predefinito, in mosse già precostituite e in regole universali, ma che cambiano a seconda dell’altro giocatore e delle sue strategie adottate. In questo senso , il linguaggio possiede un lato individuale e sociale ed è strettamente correlato alla lingua in un legame inestricabile in cui nessuno dei due può essere concepito senza l’altro. Il gioco degli scacchi non è un gioco astratto ed è basato su regole, su un filo logico e mentale, in cui tutto combacia alla perfezione, e non vi è niente di non tangibile.
Lingua e linguaggio possono muoversi liberamente, sempre facendo capo a dei principi classificatori ordinati ; è il caso di altri pezzi del gioco come la regina, assolutamente libera di muoversi, in quanto non ha niente di acquisito e convenzionale, ma pur sempre collegata a mosse specifiche e necessarie ( il termine “ necessario”, come ci insegna la filosofia, è un qualcosa che non può essere diverso da cosi com’è e non può dar adito a fraintendimenti).
In conclusione si può dedurre che, sia la lingua e sia il linguaggio, qualsiasi sia la loro posizione nel mondo e qualsiasi sia la mossa che ogni giocatore ( cioè qualsivoglia linguista) possa attuare, sembra tutto frutto e prodotto della visione del mondo di quel periodo , ma in realtà sono le definizioni di questi termini a cambiare, modificare e di conseguenza influenzare, il mondo e la società in cui vivono.
Scacco al re.

 

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